Venerdì 24 novembre 2017 al nido San Donato si è svolta un’iniziativa di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere rivolta alle donne.
Un momento di partecipazione condiviso, che ha anticipato la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. L’iniziativa è inserita nella XII edizione del Festival la Violenza Illustrata organizzata dalla Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna.

Il programma della giornata si è articolato in modi e momenti differenti per dare modo a tutte e tutti di partecipare direttamente o indirettamente.
Al mattino presto colazione in giardino con condivisione di poesie raccolte da genitori ed educatrici e musiche inerenti al tema della violenza di genere.
Nello spazio esterno le scarpe rosse portate dai genitori, che hanno costituito un’istallazioneispirata all’opera ZAPATOS ROJAS dell’artista messicana Elina Chauvet, sono state donate alla Casa delle Donne per non subire violenza.
camminoNella tarda mattinata una passeggiata simbolo, svolta indossando scarpe rosse, ha portato grandi e piccini lungo alcune strade del quartiere S. Donato, le stesse che alcune educatrici nelle giornate precedenti avevano percorso insieme per sondare la percezione del pericolo nello spazio urbano.
Il cammino ha mappato i luoghi portando alla condivisione di pensieri ed emozioni. Passi che a volte hanno fermato il traffico restituendo il ritmo dell’infanzia alle strade e ridisegnando spazi urbani con lenti respiri e battiti veloci. Emozioni condivise tra adulti e bambini. Corpi portatori di cultura e diversità.
tappeto giornaliDietro la sede del Quartiere San Donato è stato srotolato e calpestato un lungo tappeto costituito dai giornali che a volte nominano la violenza con linguaggi e immagini non sempre in linea con i cambiamenti culturali e lo status delle donne, mentre i cellulari sono stati sincronizzati sulle note del brano Think di Aretha Franklin.
Il cammino è proseguito fino a raggiungere lo spazio antistante l’associazione culturale  GRAF S. Donato, dove, seduti su un blocco di cemento, lo sguardo dei partecipanti si è posato su corpi di donne in movimento che resistenti hanno gridato il loro nome, riaffermando l’identità che la violenza vuole annullare. Una performance dove la violenza agita sulle donne è diventata rafforzamento, autodeterminazione, libertà.
Il cammino ha tessuto fili invisibili, ragnatele di strade, intrecci di sguardi che hanno segnato nuove tracce, fili sospesi tra realtà e immaginazione.
Una trama sottile, un’intricata tela che rappresenta il tema della violenza maschile sulle donne, una trama sistematica frequente in cui si può restare invischiate per la difficoltà nel vedere i fili e uscire dalla ragnatela, ma che rappresenta anche la capacità delle donne di creare connessioni tra di loro,  fili capaci di incrociare le diverse soggettività.
Nel cammino mattutino si è ridisegnato lo spazio dedicando ogni sosta a donne che hanno subito violenza di genere, leggendo la loro biografia. Ogni luogo un nome, un’artista, una donna: Susanna Chavez (Ciudad Juàrez 5/11/1974-Ciudad Juàrez 6/01/2011), Artemisia Gentileschi(Roma 8/07/1593-Napoli dopo 31/01/1654, Franca Rame (Parabiago 18/07/1929-Milano 29/05/2013), Zanele Muholi (Umlaz-DurbanSudafrica 19/07/1972), Luki Massa (1962-Bologna 06/09/2016).
A piccoli passi, il cammino di ritorno ha portato nuovamente al nido dove per ritrovare le scarpe rosse, simbolo di presenza-assenza-traccia, e per consumare insieme il momento del pasto, rigorosamente rosso… pasta al pomodoro.
Stemperate le emozioni condivise tra bambini e adulti, la giornata si è conclusa con l’inaugurazione di una panchina rossa contro il feminicidio realizzata dall’artista Dizz Jesus Mercedes, insieme ai bambini in un momento laboratoriale e dedicata a Sara Jay Cusmà Piccione (1992-Bologna 19/04/2001), una bambina vittima di femminicidio.
Una seconda panchina, donata lo scorso anno dalla presidente del Comitato di nido e successivamente elaborata dai bambini con tracce di colore rosso, è stata donata alla Casa delle Donne per non subire violenza Bologna.
bambinoIl colore rosso ha attraversato la giornata ridisegnando strade e percorsi e avviando nuove connessioni basate su un’educazione alla non violenza, sull’attenzione posta al linguaggio, alle relazioni.
Un progetto educativo che parte dal quotidiano per prevenire la violenza di genere.

Condividilo con i tuoi amici:


Articoli correlati